PROGETTO “CURE SANITARIE E ISTRUZIONE PER I BAMBINI DEI PIGMEI AKA”

Le iniziative di Amici per il Centrafrica riguardanti i Pigmei Aka, iniziate nel 2000 e tuttora in corso, hanno lo scopo di aiutarli a superare le grandi difficoltà in cui vivono e a garantire i servizi sanitari essenziali, l’istruzione e l’educazione per i bambini e le donne.
La difesa dei loro diritti, la formazione e l’avvio di attività agricole in alternativa alla caccia intendono favorire l’affrancamento dai bisogni e un’autonomia futura delle comunità.
Nel villaggio di Ngouma, in cui abitano oltre 1500 Pigmei Aka, sono presenti:
- un piccolo dispensario sanitario prettamente pediatrico
- la “Scuola Elementare Daniele Comboni”, che ha una durata di 6 anni
- la “Scuola Materna della Gioia”
- le case per gli insegnanti e i volontari
- un pozzo
- un magazzino per i prodotti agricoli
“SCUOLA ELEMENTARE DANIELE COMBONI” & “SCUOLA MATERNA DELLA GIOIA”
Le due scuole del villaggio permettono ai bambini dei Pigmei Aka di poter accedere all’istruzione scolastica, diritto fondamentale e strumento prezioso per appropriarsi della propria libertà.
Attualmente nelle scuole, frequentate da più di 400 bambini, si impara a scrivere e a leggere in francese e a contare, permettendo così ai piccoli abitanti di ricevere una prima scolarizzazione.
Oltre alla fornitura del materiale didattico e alle necessità scolastiche, Amici per il Centrafrica provvede alla gestione e al pagamento degli insegnanti, che sono reclutati nella capitale e alloggiano nel comprensorio in quattro case costruite ad hoc.
DISPENSARIO PEDIATRICO “MAMA SILVANA”
Il Dispensario Pediatrico “Mama Silvana” è un centro sanitario in cui i Pigmei Aka possono ricevere le primecure necessarie ai bambini e in cui si garantisce la presenza costante 2 infermieri professionisti e 1 medico 2/3 volte a settimana, oltre alla fornitura di medicinali di base come antibiotici e antipiretici. I casi più gravi vengono portati all’ospedale più vicino, grazie ad una moto ambulanza.
L’associazione garantisce gli stipendi del medico, degli infermieri e di un autista.
Le donazioni raccolte verranno utilizzate per l’acquisto di:
1) medicinali di base per il Dispensario Pediatrico “Mama Silvana”
2) materiali didattici per la “Scuola Elementare Daniele Comboni” e la “Scuola Materna della Gioia”
Il Progetto prevede la possibilità che, in un lungo periodo di tempo, il Centro riesca ad autosostentarsi attraverso la creazione di attività produttive quali l’agricoltura, laboratori artigianali e la produzione di generi alimentari.
totale raccolta
795€
AMICI PER IL CENTRAFRICA CARLA MARIA PAGANI ODV
“Amici per il Centrafrica” è un’associazione italiana laica di volontariato (ODV e ONG) che intende esprimere una partecipazione responsabile e solidale verso i bisogni e le speranze di chi vive nella povertà nella Repubblica Centrafricana e nei paesi dell’Africa Sub-Sahariana.
Gli interventi hanno lo scopo di garantire a bambini, donne e comunità emarginate l’istruzione, la cura, la formazione e il sostegno al lavoro, per accompagnare verso l’autosufficienza e il raggiungimento di una vita affrancata dai bisogni fondamentali.
Gli interventi sono valutati e realizzati in partnership con le congregazioni missionarie, realtà che vivono e lavorano accanto alle comunità locali con competenza, dedizione e continuità. “Amici per il Centrafrica” coopera anche con alcune associazioni di volontariato per progetti specifici.
Tutti gli interventi vengono realizzati previa approvazione delle autorità di riferimento locali.
I membri dell’Associazione offrono il loro impegno professionale, volontario e a titolo gratuito, per garantire il miglior utilizzo dei fondi raccolti e una gestione puntuale ed efficiente dei progetti e per costruire un’Africa capace e autosufficiente.
Vengono sviluppati progetti in vari ambiti:
- progetti sanitari (dispensari/centri per la malnutrizione; programmi di formazione alla prevenzione e alle norme sanitarie e igieniche di base per le donne; un centro per disabili; creazione di un dispensario pediatrico, laboratorio analisi e centro odontoiatrico);
- progetti di sostegno sanitario e nutrizionale alle carceri maschili e femminile nella RCA
- progetti di formazione (scuole materne, elementari, medie, superiori e centro di formazione pedagogica professionale per insegnanti delle scuole materna ed elementari, scuole di formazione professionale e universitaria);
- progetti di formazione agro-alimentari;
- progetti per l’indipendenza della donna;
- progetti per lo sviluppo della minoranza etnica dei Pigmei Aka;
- progetti di aiuto umanitario post-bellici e di riconciliazione e pace, anche attraverso la donna.
LA POPOLAZIONE DEI PIGMEI AKA: IL CONTESTO
La storia dei Pigmei risale a molti anni fa.
Il loro modo di vivere è legato alla foresta, che considerano sacra, la loro Madre: infatti, si nutrono e si curano grazie ad essa. Abitanti della foresta tropicale, sono divisi in accampamenti di 30-40 persone e creano relazioni famigliarisono molto forti.
I Pigmei Aka, seminomadi per tradizione, sono considerati una delle popolazioni più antiche del Centrafrica che ha continuato, nonostante il confronto con la modernità, a vivere secondo un sistema socioeconomico tradizionale, che si è trasmesso invariato di generazione in generazione.
Ma gli accampamenti pigmei non sono sempre oasi felici: guardando più da vicino si scopre un mondo fatto di difficoltà e di ingiustizie perché, essendo uno degli ultimi popoli a essere entrato nella modernità, viene sottomesso dalle popolazioni bantu dei villaggi circostanti.
Il caso dei pigmei Aka della regione della Lobaye testimonia di una coabitazione difficile fra tradizione e modernità, ma soprattutto tra gruppi minoritari e maggioritari, tra realtà locali e politiche nazionali.
Il saccheggio del legno pregiato, lo sfruttamento delle risorse minerarie e la ricerca dell’oro e dei diamanti, stanno modificando l’equilibrio ecologico della foresta. Per i Pigmei, quindi, diventa sempre più difficile trovare cacciare e la loro alimentazione si fa sempre più povera. La triste sorte che tocca loro è quella di ritrovarsi a lavorare per i bantu, sottopagati e in condizione di semi-schiavitù.
Questa esclusione sociale è aggravata dal fatto che gli Aka, benché numerosi nella regione della Lobaye, non sono sempre riconosciuti come cittadini centrafricani a tutti gli effetti.